Rischio chimico e cancerogeno.
Recepimento direttive europee agli allegati XXXVIII, XLII e XLIII del D.Lgs. 81/08

Nel corso dell’anno 2021 sono state recepite alcune direttive europee che hanno aggiornato gli allegati delle sostanze chimiche e cancerogene elencate nel decreto legislativo 81/2008, per le quali è indicato un valore limite di esposizione professionale.
In particolare:

  • La Direttiva (UE)2019/1831 – introduzione di 10 nuovi limiti espositivi a sostanze chimiche;
  • Le Direttive (UE)2019/130 e 2019/983 – introduzione di 12 nuovi limiti espositivi a sostanze cancerogene, rimodulazione di alcuni precedenti limiti ed introduzione di 2 nuovi processi che possono generare esposizione a cancerogeni.

Il Decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e del Ministro della Salute del 18 maggio 2021 recepisce la Direttiva (UE) 2019/1831 della Commissione del 24 ottobre 2019 che definisce un elenco di valori limite indicativi di esposizione professionale in attuazione della direttiva 98/24/CE del Consiglio e che modifica la Direttiva 2000/39/CE della Commissione.
Il Decreto, come era successo con quello del 2 maggio 2020, sostituisce l’Allegato XXXVIII – valori limite di esposizione professionale al Decreto Legislativo n. 81 del 9 aprile 2008, aggiornandone il contenuto in conformità con le disposizioni introdotte dalla direttiva n. 2019/1831/UE.

Sono state introdotte dieci nuove sostanze chimiche con valore limite di esposizione:

  • Anilina CAS 62-53-3
  • Clorometano CAS 74-87-3
  • Trimetilammina CAS 75-50-3
  • 2-fenilpropano (cumene) CAS 98-82-8
  • Acetato di sec-butile CAS 105-46-4
  • 4-amminotoluene CAS 106-49-0
  • Acetato di isobutile CAS 110-19-0
  • Alcool isoamilico CAS 123-51-3
  • Acetato di nbutile CAS 123-86-4
  • Tricloruro di fosforile CAS 10025-8-7-3

Segnaliamo che lo SCOEL (Comitato Scientifico per i Limiti di Esposizione Professionale) ha individuato un possibile assorbimento significativo attraverso la pelle per l’anilina, il 2-fenilpropano e il 4-amminotoluene, di cui è opportuno valutare l’esposizione cutanea dei lavoratori anche con monitoraggi biologici i cui valori vanno tenuti in considerazione durante il monitoraggio dell’esposizione professionale.

Qualora tali sostanze non siano state già considerate precauzionalmente all’interno del documento di valutazione dei rischi sarà necessario procedere ad un aggiornamento dello stesso.

Il Decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e del Ministro della Salute del 11 febbraio 2021 recepisce le direttive (UE) 2019/130 e 2019/983 del Parlamento europeo e del Consiglio, introducendo nuovi limiti espositivi (allegato XLIII – valori limite di esposizione professionale) ed integrando l’elenco dei processi in grado di sviluppare sostanze cancerogene (allegato XLII – elenco di sostanze, miscele e processi).
L’elenco viene esteso a:

  • “lavori comportanti penetrazione cutanea degli oli minerali precedentemente usati nei motori acombustione interna per lubrificare e raffreddare le parti mobili all’interno del motore”;
  • “lavori comportanti l’esposizione alle emissioni di gas di scarico dei motori diesel”.

Qualora tali attività non siano state già considerate precauzionalmente all’interno del documento di valutazione dei rischi sarà necessario procedere ad un aggiornamento dello stesso.

A titolo non esaustivo possono comportare l’esposizione a cutanea ad oli minerali provenienti da motori le seguenti attività:

  • riparazione di motori endotermici di veicoli (auto, camion, mezzi da cantiere ecc.);
  • gestione e raccolta di oli usati.

A titolo non esaustivo possono comportare l’esposizione alle emissioni di gas di scarico dei motori diesel le seguenti attività:

  • utilizzo e test avviamento/funzionalità di macchine ad azionamento con motore diesel, conparticolare attenzione ad ambienti chiusi, semi interrati o dalla ventilazione limitata come cave,cantieri con elevata circolazione di mezzi, lavori stradali, lavori con macchine movimento terra, lavoriin galleria, attività portuali, ferroviarie, interportuali.

Vengono inoltre introdotte le seguenti sostanze:

  • Tricloroetilene
  • 4,4’Metilendianilina
  • Epicloridrina
  • Etilene di bromuro
  • Etilene dicloruro
  • Cadmio e suoi composti inorganici
  • Berillio e composti inorganici del berillio
  • Acido arsenico e i suoi Sali e composti inorganici dell’arsenico
  • Formaldeide
  • Emissioni di gas di scarico dei motori diesel
  • Miscele di idrocarburi policiclici aromatici, in particolare quelle contenenti benzo[a]pirene
  • Oli minerali precedentemente usati nei motori a combustione interna per lubrificare e raffreddare leparti mobili all’interno del motore

Il Datore di Lavoro, qualora non avesse già considerato precauzionalmente il rischio derivante dall’uso di tali sostanze pericolose all’interno del proprio ciclo produttivo, dovrà aggiornare il proprio documento di valutazione dei rischi introducendo il rischio cancerogeno (se tali sostanze non risultino sostituibili) e provvederà a garantire il rispetto degli obblighi da esso derivanti (sorveglianza sanitaria specifica, formazione specifica, dotazione di idonei DPI, iscrizione nel registro istituito presso l’INAIL dei lavoratori esposti, ecc.). Nel caso in cui invece avesse già considerato tale rischio, dovrà aggiornare la valutazione nel rispetto dei limiti proposti dal nuovo testo di legge.

L’introduzione di cadmio e berillio, nonché dei loro composti inorganici, richiede una maggiore attenzione nella valutazione dei processi di saldature e dei fumi ad essi collegati, con attente analisi dei materiali impiegati.
Riteniamo importante segnalare che la formaldeide, solitamente già considerata in virtù delle direttive europee e delle indicazioni contenute nella banca dati dell’ACGIH, viene inserita a pieno titolo tra le sostanze con valore limite di esposizione professionale.

A titolo non esaustivo possono comportare l’esposizione a formaldeide le seguenti attività:

  • lavorazione a caldo di materiale plastico;
  • processi combustivi con utilizzo di carburanti derivati da petrolio;
  • incenerimento di rifiuti;
  • utilizzo di fluidi lubrorefrigeranti con addizione di prodotti fungicidi, germicidi e disinfettanti ad uso industriale;
  • lavorazione di pannelli truciolari;
  • utilizzo di vernici, colle, schiume e resine a base di urea-formaldeide (tipiche dei settori legno, carta, tessile e pavimentazioni);
  • processi di conservazione e disinfezione degli alimenti (industria alimentare e conserviera);
  • produzione di prodotti cosmetici a base di cheratina (trattamenti per unghie e capelli);
  • servizi funerari, necroscopici ed attività di laboratorio (formalina).

Non sono riportati valori limite di esposizione professionale per le ultime due voci in elenco, miscele di idrocarburi policiclici aromatici e oli minerali provenienti da motori a combustione interna, la cui esposizione è valutata principalmente come cutanea. In caso di possibile esposizione professionale il datore di lavoro dovrà provvedere ad una valutazione della stessa, mediante considerazioni e procedure.

In sintesi:
- analisi delle precedenti valutazioni alla luce delle nuove sostanze introdotte dalle Direttive europee;
- introduzione del rischio cancerogeno (ove non fosse presente) e ripetizione della valutazione con periodicità triennale;
- ampliamento alle nuove sostanze per chi già abbia un rischio cancerogeno;
- introduzione della sorveglianza sanitaria specifica o aggiornamento della cartella del lavoratore con nuove sostanze a cui può essere esposto;
- implementare formazione specifica con aggiornamento con cadenza quinquennale;
- istituzione del registro degli esposti o suo aggiornamento.